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Protezione solare coreana: il passaggio anti-età più importante
Se c'è una cosa su cui la cosmetica coreana non transige è questa: il solare si mette tutti i giorni, anche a dicembre, anche in ufficio. Gran parte dei segni che associamo all'età dipende dall'esposizione ai raggi UV, e nessun siero può recuperare ciò che il sole toglie ogni giorno.
La differenza dei solari coreani sta nella formulazione: filtri di ultima generazione, texture fluide che si assorbono in pochi secondi e — punto decisivo — nessun effetto bianco. Sono creme che si usano volentieri, ed è per questo che si usano davvero.
Quale formato scegliere
Sun cream e sun serum
Il formato quotidiano per eccellenza. Le versioni "water fit" e "aqua" hanno una resa quasi da idratante e funzionano bene sotto il trucco. Le sun essence, ancora più leggere, sono ideali per la pelle mista.
Sun stick
Da tenere in borsa per la riapplicazione: si passa sopra il make-up senza rovinarlo, in autobus come in spiaggia. È il modo più realistico per rispettare le riapplicazioni ogni due ore.
Solari per pelle sensibile
Formule con centella asiatica e pantenolo, spesso a filtro minerale o misto, pensate per chi reagisce ai solari tradizionali con rossore o prurito.
Come si applica
Il solare va sempre per ultimo, dopo la crema viso coreana. La quantità corretta è quella che tanti sottovalutano: circa due dita di prodotto per viso e collo, non una velatura. Va steso senza massaggiare troppo e lasciato assorbire un minuto prima del trucco.
SPF50+ PA++++ indica protezione alta sia dai raggi UVB sia dagli UVA, quelli che agiscono in profondità tutto l'anno. La sera, ricorda di rimuoverlo con lo struccante coreano: i filtri solari non si sciolgono con la sola acqua.