Detergente viso coreano: pulire senza spogliare
La differenza più evidente tra un detergente coreano e uno tradizionale la senti nei trenta secondi dopo il risciacquo. Se la pelle tira, quel detergente ha portato via anche ciò che serviva. I cleanser coreani lavorano a pH leggermente acido, vicino a quello naturale della pelle, e rimuovono sebo e impurità lasciando intatto il film idrolipidico.
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I formati e a chi servono
Schiume e mousse
Il formato più diffuso. La schiuma va montata tra le mani prima di portarla sul viso: applicata direttamente, il prodotto risulta più concentrato e meno delicato di quanto la formula preveda.
Gel detergenti
Perfetti per pelle mista e grassa: puliscono a fondo la zona T senza seccare guance e contorno occhi. Spesso contengono tea tree, centella o acido salicilico a bassa percentuale.
Polveri enzimatiche
Una delle idee migliori della cosmetica coreana. Si attivano con l'acqua nel palmo della mano e usano enzimi al posto dei granuli: puliscono e levigano insieme, senza microgranuli abrasivi. Ideali due o tre volte a settimana su pelle spenta o ruvida.
La regola della doppia detersione
Il detergente schiumogeno è il secondo passaggio, non il primo. La sera va sempre preceduto dallo struccante coreano, che scioglie make-up e filtri solari: sono sostanze oleose, e l'acqua da sola non le rimuove. Al mattino, invece, il detergente da solo è più che sufficiente.
Subito dopo, sulla pelle ancora umida, il tonico viso coreano riporta idratazione prima che la pelle abbia tempo di seccarsi.